Comunicazione ai tempi dei social: cosa è cambiato

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Con il termine “comunicazione” definiamo lo scambio di informazioni tra soggetti coinvolti in un determinato contesto spazio temporale. Attraverso questo potentissimo strumento possono trasferirsi conoscenze, bisogni, atteggiamenti, emozioni e percezioni. Basterebbe questa semplice definizione per comprendere quanto, i messaggi che ogni giorno riceviamo, possono condizionare il nostro pensiero. Talvolta, anche le nostre azioni!

Non solo parole. Quello che nessuno dice

Erroneamente, quando parliamo di comunicazione, la mente corre a quella verbale o a quella scritta. Nel vivere distratto di ognuno, infatti, sottovalutiamo le forme di trasmissione sensoriale. Messaggi che ci inducono a fare o non fare qualcosa lavorando, segretamente, con il nostro inconscio. Basti pensare alle grandi catene di supermercati che adottano tecniche di neuromarketing per organizzare gli spazi. Se ci fate caso, spesso, il forno è in prossimità dell’ingresso perché il profumo del pane attrae i passanti e li induce ad entrare. Stessa cosa accade per i negozi di abbigliamento. Fuori, nella vetrina, i manichini indossano vestiti che starebbero bene a pochissime persone eppure, chi li osserva, resta affascinato dall’armonia della composizione e chiede la propria taglia.

Comunicare tanto per comunicare bene. Un mito da sfatare

In alcuni ambienti esiste un falso mito: “comunicare tanto per comunicare bene”. Si pensa cioè che per spiegare, promuovere o descrivere un prodotto o un servizio sia importante un’analisi approfondita dello stesso. Nulla di più falso. A volte, la sintesi premia!  Ciò accade perché ogni giorno la nostra mente è bombardata da informazioni che cercano di far presa nella nostra memoria. Ma spesso, scivolano via o peggio non riescono neppure a penetrare la barriera della nostra attenzione.

Social media. Le due facce della medaglia

Capita spesso di avvertire malumori e dissensi di coloro che criticano il prepotente ingresso dei social media nella vita quotidiana di ogni singola persona, o quasi. Eppure, bisogna prendere atto della loro portata rivoluzionaria che si riverbera positivamente in quasi tutti i settori. Il marketing, nelle sue forme più evolute, permette di raggiungere performances impensabili fino a qualche anno fa.  Molte attività commerciale devono gran parte del loro successo alla bravura dei comunicatori che riescono a penetrare la barriera dell’indifferenza catturando l’attenzione del potenziale cliente. I vantaggi in termini di tempo e praticità sono indiscutibili.

Tuttavia, occorre dirlo, i Social hanno un loro lato oscuro che emerge con prepotenza quando vengono utilizzati in modo inadeguato o quando si sviluppano dipendenze che allontanano l’utente dal mondo reale.

Parola d’ordine: interagire!

I mezzi di comunicazione tradizionali come tv, radio e giornali ebbero grandissima diffusione e riuscirono a portare nelle case di milioni di utenti informazioni e immagini nuove. Il limite di quel tipo di comunicazione, tuttavia, era l’univocità nata dal meccanismo “One to Many”. Un giornalista scriveva un articolo che in molti leggevano. Una trasmissione in tv giungeva nelle case di numerosi telespettatori. La musica in radio suonava senza sosta diffondendosi in molti ambienti. Eppure, il ricevente, non aveva modo si lasciare un feedback o un commento.

I social hanno favorito lo sviluppo di un modello di comunicazione “Many to Many” in cui è possibile leggere, ascoltare ma anche interagire, rispondere, partecipare. Le persone non si limitano più ad entrare nelle comunità online, ma vi partecipano apportando un loro contributo.

Questo modello ha permesso la creazione di una rete crescente di social, informazioni e utenti interconnessi.

Vi sblocco un ricordo: 1000 sms al mese con Summer Card

Per spiegare come e quanto sia stato repentino il cambiamento del paradigma comunicativo, è bene richiamare alla memoria una vecchia promozione che i gestori telefonici riservavano ai propri clienti in prossimità dell’estate. La Summer Card! Chi è nato negli anni 80 non può non ricordare l’entusiasmo generato dalla possibilità di utilizzare 1000 messaggi al mese per comunicare con chiunque. Erano tempi in cui internet a consumo si utilizzava esclusivamente da PC e con parsimonia assoluta. Gli sms gratuiti sembravano un vero e proprio dono, apprezzatissimo per altro.

In pochissime battute si cercava di comunicare contraendo le parole. La “k” sostituiva il “ch” (decisamente più lungo) e le proposizioni si scrivevano rigorosamente senza vocali per risparmiare battute.

Quel desiderio di comunicare si fece sempre più forte con l’avvento degli MMS che permettevano di inviare non solo classici messaggi di testo ma anche delle foto fatte direttamente con il telefono!

Una rivoluzione copernicana che suscitò grande entusiasmo se non fosse per il costo di questo tipo di messaggistica che si aggirava intorno ai 0,50 centesimi!

 

Dalla premessa all’esplosione della socialità

L’avvento delle piattaforme interattive e dei social network ha dato risposte con crete a quella fame di socialità virtuale che si rincorreva a fatica e ad alto costo con la messaggistica istantanea. Oggi inviare una foto o condividerla nella nostra rete di contatti è semplice, immediato ed ha un bassissimo costo. I tempi della Summer card sembrano essere preistoria.

Facebook conta oltre 5 miliardi di post pubblicati e sono 500 i milioni di Tweet pubblicati giornalmente, ciò significa 6000 Tweet ogni secondo. Su Snapchat vengono pubblicate 9mila foto al secondo e vengono visualizzati 10 miliardi di video quotidianamente. Instagram è uno dei social più utilizzato da giovani e giovanissimi e Tik Tok ha fatto, nel giro di pochi anni, un pienone di utenti senza precedenti.

Scrivere. Cosa fare per essere più social

Le regole di scrittura social sono minimaliste. Bisogna evitare periodi lunghi e ridondanti. Stop con le ripetizioni e i piagnistei. Testi lunghi solo se si ha seguito e se sono scritti estremamente bene. Importantissime le immagini di buona risoluzione. La punteggiatura e soprattutto gli spazi del testo sono importantissime. Ogni social ha una sua “linea editoriale” meglio non ripetersi nell’argomento e nello stile! Hanno grandissimo successo le “storie” e i “reels” perché abbattono ulteriormente le barriere comunicative.

Non tutto oro quel che luccica

Attraverso i social osserviamo la via degli altri e questo condiziona il nostro umore e il nostro stato mentale se non riusciamo a distaccare i due mondi: quello reale da quello virtuale. Dal vetrino di uno smartphone la vita degli altri sembra spesso migliore della nostra (o peggiore) ma occorre tener presente che non sempre ciò che vediamo corrisponde al vero. Non tutte le notizie sono attendibili. Non sempre chi c’è dietro ad uno smartphone è quello che dice di essere. Sottolinearlo è importantissimo perché se è vero che la comunicazione si è sviluppata in un modo impensabile è vero anche che i pericoli connessi ad essa sono cresciuti con la medesima velocità.

 

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