Per Ponte Vecchio Suites & Spa, struttura di charme nel centro storico di Firenze, l’obiettivo del progetto era chiaro: elevare la percezione digitale del brand all’altezza dell’esperienza reale offerta agli ospiti.
Il punto di partenza
Il sito precedente presentava una struttura informativa completa ma poco valorizzata dal punto di vista strategico.
Tra le principali criticità emerse:
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Layout visivamente datato e poco immersivo
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Gerarchia visiva non sempre chiara
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Sezioni dense di testo con limitata valorizzazione emozionale
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Esperienza utente non completamente orientata alla conversione
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Mancanza di un vero storytelling luxury coerente con il posizionamento dell’hotel
L’hotel offre suite eleganti, servizi esclusivi e una SPA nel cuore di Firenze: il sito non comunicava pienamente questo livello di esperienza.
L’intervento
Il restyling del sito pontevecchiosuites.com è stato progettato con un approccio strategico, non solo estetico.
Riposizionamento visivo
Il nuovo sito valorizza:
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Immagini immersive a pieno schermo
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Spazi bianchi eleganti
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Tipografia raffinata
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Palette coerente con il lusso discreto della struttura
L’home page diventa narrativa: la SPA, le suite e la posizione centrale sono raccontate attraverso visual emozionali e non solo informativi.
Architettura dell’informazione ottimizzata
Abbiamo semplificato la navigazione e reso più chiaro il percorso utente:
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Suite organizzate in modo intuitivo
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Sezione SPA valorizzata come elemento distintivo
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Posizione centrale trasformata in asset strategico
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Call to action sempre visibili e orientate alla prenotazione
Focus sulla conversione
Il nuovo sito integra in modo più evidente:
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Motore di prenotazione accessibile
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CTA chiare e ripetute nei punti strategici
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Esperienza fluida tra scoperta e prenotazione
L’obiettivo non era solo “mostrare” l’hotel, ma guidare l’utente verso la prenotazione diretta.
Rafforzamento del posizionamento luxury
Elementi come:
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La SPA con jacuzzi privata
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Le suite con design ricercato
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La centralità rispetto a Ponte Vecchio, Piazza della Signoria e Uffizi
vengono ora raccontati come leve emozionali e non solo come informazioni funzionali.